Tralicci, tralicci ed ancora tralicci

Come potrebbe cambiare il paesaggio

Spesso si sente parlare di bellezze del territorio valdarnese come possibile risorsa economica. Un argomento semplice e di facile presa sull’immaginario collettivo. Ma dopo le dichiarazioni di principio servono i fatti. Se si dice che i giacimenti culturali e le bellezze paesaggistiche possono costituire, se ben gestite, un volano economico occorre che le azioni politiche siano congrue con queste dichiarazioni di principio. Troppo spesso abbiamo visto buone prediche seguite da azioni di segno opposto: dai siti archeologici cancellati dalla carta geografica ai mancati o inadeguati ripristini delle aree di cava, solo per fare qualche esempio. Adesso si presenta un altro banco di prova: il caso elettrodotto Cavriglia-Monte San Savino proposto da Terna che dovrebbe attraversare aree di alto interesse paesaggistico. I comuni valdarnesi sembrano aver trovato una coesione di fondo nell’opporsi ad un progetto calato dall’alto che non considera minimamente le peculiarità del territorio. In questi giorni i consigli comunali sono chiamati a prendere posizione… tra salvaguardia del territorio e poteri forti. Attendiamo gli esiti. Nel frattempo riportiamo l’ultimo comunicato del Comitato Alta Tensione che si oppone tenacemente al progetto.

“La notizia è questa: in pieno accordo, sette comuni toscani, cinque dell’Aretino (oltre a Bucine, Cavriglia, Civitella in V. di Chiana, Montevarchi e Monte San Savino) e due del Senese (Castelnuovo Berardenga e Gaiole), si schierano contro TERNA e la sua pretesa di far passare il nuovo progetto relativo alla tratta ad altissima tensione Cavriglia-Monte San Savino, pubblicato il 10 luglio scorso, come “integrazione volontaria” al progetto presentato nel 2010. Tale progetto era stato bocciato  (assieme alla variante proposta nel 2011) nel corso dell’istruttoria del procedimento per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) sia dalla maggioranza dei Comuni stessi sia dalla Regione Toscana. Le ragioni dell’opposizione sono, a giudizio del Comitato Alta Tensione, assai valide.
Il 5 dicembre 2011 il Ministero dell’Ambiente aveva convocato in Regione, a Firenze, un Tavolo Tecnico di confronto tra “gli enti territoriali interessati al miglioramento del progetto del 2010 e della sua variante 2011”. Il verbale di quel Tavolo, circolato in abbozzo e in seguito mai ufficializzato, includeva l’impegno di TERNA a ritirare il vecchio progetto e procedere alla presentazione di un progetto radicalmente nuovo, da sottoporre in maniera trasparente e secondo le procedure di legge al vaglio di Regione, Comuni e cittadini interessati. Del verbale non c’è traccia, e TERNA il vecchio progetto non l’ha mai ritirato: pubblicando ora (il 10 luglio: in piena estate!) il nuovo progetto camuffato da ‘variante’ del vecchio (col quale, al contrario, ha ben poco da spartire) al solo scopo di sottrarsi all’iter di legge, TERNA vuol mettere Comuni e Regione alle strette, imponendo loro un arrogante aut-aut (“o accetti il nuovo o si torna al vecchio”).
Il Comitato Alta Tensione appoggia con tutti i suoi oltre settemila sostenitori l’iniziativa dei sette Comuni e si unisce ad essi  nel chiedere al Presidente Rossi che a sua volta ribadisca con forza la posizione ‘per la trasparenza e la legalità’ sin qui tenacemente difesa dalla Regione Toscana.
Il Comitato Alta Tensione segnala contestualmente che nel “Piano di sviluppo 2012” TERNA per la prima volta riconosce che, “a causa del rapido e imponente sviluppo della produzione elettrica da fonte rinnovabile”, è necessario rivedere i vecchi paradigmi (cioè smetterla di affermare che vi sarà una crescente necessità di fornitura di energia elettrica): da quest’anno, il compito di TERNA sarà quello di fungere da “regolatore di corrente”. Allora, se il fabbisogno di corrente (in Italia, e particolarmente, com’è noto, in Toscana) anziché crescere è calato, il Comitato continua a chiedersi e a chiedere a TERNA e agli Enti e Ministeri interessati quale vera motivazione giustifichi i devastanti progetti di “autostrade dell’energia a 380 kV” perseguiti da TERNA.”

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23 Comments

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  • La battaglia del Comitato è per il rispetto delle norme: la procedura seguita finora è scorretta nel metodo e nel merito, e molto poco trasparente. Le norme prevedono che venga dimostrata l’utilità dell’opera, e questo non è stato fatto.La massiccia documentazione di Terna dedica due scarne paginette a questo senza nessun dato verificabile, e con affermazioni contraddittorie. Poi sarebbe necessario confrontare tutte le alternative, a partire dai vari “corridoi” possibili, e valutando anche il “costo del non fare”. Anche su questo i documenti sono generici e non documentati. Abbiamo come comitato studiato a fondo la documentazione, e abbiamo condiviso le nostre osservazioni con gli enti locali. I comuni, che inizialmente avevano approvato il protocollo di intesa, spinti a valutare NEL MERITO il progetto hanno fatto delibere giustamente di rigetto del progetto. Non siamo contrari alle opere necessarie, ma ne va dimostrata la necessità e vanno rispettate norme e vincoli. Attualmente tra progetto iniziale, varianti e integrazioni sono in ballo 5 percorsi diversi, e Terna chiede un’approvazione senza che si sappia dove in realtà vuole passare. E questo è solo uno dei tanti aspetti inaccettabili di questo elettrodotto. Di certo per ora c’è solo il danno che farebbe al territorio, all’ambiente e al paesaggio, e quindi all’economia della zona.

    Roberto Stucchi 8 anni ago Reply


  • Bravo Matassoni! quel poco che facciamo facciamolo solo per l’utilità pubblica, non per i politici

    Lillo 8 anni ago Reply


  • Ma certo! Continuiamo con le assurde logiche del passato! Costruiamo enormi impianti industriali in luoghi sbagliati, cioè tra i più belli del nostro paese, acciaierie elettrodotti e quant’altro!
    Se un’opera è necessaria si realizzi pure, ma nel modo giusto!
    La vera discriminante non è se “fare o non fare” ma tra “fare bene o fare male”! Beh, questo è un modo inaccettabile di fare le cose necessarie!

    Leonardo Matassoni 8 anni ago Reply


  • Luca,
    i soliti fortunati sono sempre i soliti: ti faccio un esempio, il comune di Cavriglia. Nella zona mineraria prima è stata estratta la lignite devastando ettari ed etttari di territorio, enel e comune traevano benefici a non finire con grande gaudio di politici e tecnici. E’ stato costruito il Parco di Cavriglia forse all’epoca beneficio di tutti, ma ore vediamo come è!
    Nel proseguo sono state fatte 2 discariche, tanto li c’erano da riempire le buche!! Poi si sono sparsi liquami di ogni genere su quei terreni, ingrassando i soliti; se chiediamo al sindaco di fare un’analisi di quei terreni ti risponde che arrivavano i fax di avvertimento della merdazza portata, quindi tutto a posto! Fatto l’impianto fotovoltaico il sindaco dice in televisione che la popolazione ci guadagna, col c…. che la popolazione trae benefici….. il beneficio va alla cooperativa che l’ha costruito e magari qualcun’altro. L’elettrodotto se fosse fatto per utilità forse sarebbe fatto con razionalità ma invece è solo fatto per spendere e creare carrozzoni.

    Lillo 8 anni ago Reply


  • Mi trovo molto in disaccordo con il suo articolo; non solo per le ragioni di più stretta e prossima rilevanza: impatto visivo (assolutamente diverso da come falsamente mostrato in quel disegno) ,il comune di cavriglia mi pareva fosse favorevole al progetto, nessuno ricorda mai che l’attuale linea disperde fino al 30% dell’energia che trasporta ecc…

    Ma anche andando alla radice della questione, per quale motivo costruire un “autostrada” dell’energia elettrica che permetterà di trasportare più facilmente e efficientemente energia magari rinnovabile data dal progresso della tecnologia dei campi solari nei deserti dal Sud al Nord Europa, dov’è lo scandalo? non lo vedo.
    La Toscana consuma meno energia, ora non c’è n’è bisogno, e come se l’Umbia nel 60 si fosse opposta alla costruzione dell’A1, perchè allora non c’era abbastanza auto in tutta l’Umbria tali da aver bisogno di una tal faraonica opera; difatti ci furono anche allora chi protestava, ma il potere politico al governo di uno stato più giovane e dinamico seppe ben giudicare.
    Oggi siamo un paese per vecchi reazionari NIMBY

    Andrea 8 anni ago Reply


    • Ha tutto il diritto di essere in disaccordo con quanto scritto… E’ il sale della democrazia! Una sola domanda. Prima di tacciare genericamente di “vecchio reazionario” chi la pensa diversamente da lei si è documentato sui dettagli del progetto di Terna? Le è sembrato tutto normale?

      Fulvio 8 anni ago Reply


    • Ma che c’è con questo sito? Tutti a favore del progetto!! Posso assicurare Signor Andrea che non è un discorso NIMBY. Casomai sarebbe NIABY – not in anyone’s back yard! Sarei vecchio ma nessuno finora mi ha chiamato reazionario! Comunque entriamo un po’ nel merito. Che Terna vuole fare soldi trasportando energia dal deserto a nord Europa non è uno scandalo per sé. Ma se pensa di passare i tralicci nelle zone più belle che vivono di turismo, allora questo sì è uno scandalo. Le alternative esistono ma di interramento Terna non vuole assolutamente parlare – anche se il risparmio energetico è ancora più grande perché i cavi hanno una sezione maggiore dei fili aerii

      Bob 8 anni ago Reply


      • Io non sono a favore di questo progetto, però non provo simpatia nemmeno con quei comitati che bocciano qualsiasi azione che miri a modernizzare il ns. paese.
        Prendiamo ad esempio i paesi del Nord Europa, sono molto più rispettosi dell’ ambiente di noi, ma con infrastrutture moderne e realizzate in tempi rapidi.
        Perchè non prendere spunto da loro. Se un progetto è necessario, va studiato bene, ma poi bisogna agire.

        DANIELE 8 anni ago Reply


        • Se per modernizzare intende permettere ad aziende private di aumentare i profitti rovinando il paesaggio e l’economia locale, non saremo mai d’accordo. Poi io sono inglese, più “Nord Europa” di così …

          Bob 8 anni ago Reply


          • Errore Bob, la modernizzazione che intendo io, come ho evidenziato nei messaggi precedenti, ha come priorità la salvaguardia dell’ ambiente, ma senza tralasciare la possibilità di rimanere al passo degli altri paesi europei, compreso il suo.
            Molto spesso eseguire dei progetti impiegando tecnolagie e metodi all’ avanguardia nella green economy fnno bene al territorio ed anche all’ economia.
            Perchè società che fanno capo all’ Enel all’ estero costruiscono impianti modernissimi, vedi Islanda, con ottimi risultati e da noi no?

            DANIELE 8 anni ago


  • Ma chi sono i soliti fortunati a cui si fà riferimento?
    ci vogliono nomi , cognomi , indirizzi , spiegare chi eventualmente , si intasca cosa…
    Altrimenti è solo il solito modo di cavalcare il populismo e l’indignazione dei pochi che ritengono di subire un torto ( magari perchè un palone capita vicino a casa loro ) a scapito dei molti che non possono avere i servizi necessari.
    Le infrastrutture servono.

    Luca 8 anni ago Reply


    • Per avere informazioni dettagliate sul progetto e sulle sue implicazioni consiglio di leggere i documenti contenuti su questo sito: http://www.comitatoaltatensione.com/

      Fulvio 8 anni ago Reply


      • Letto tutto. Però mi sembra un po di parte.
        Facciamo così, facciamo finta, speriamo di nò che l’ elettrodotto sia indispensabile, oppure che il transito della corrente tra, mettiamo il Sahara e la Germania, porti un po di soldi anche a noi, che non farebbero mai male, il Comitato altatensione che giustamente è contrario al percorso scelto da Terna, ha pensato a qualche alternativa, sia di metodo che di tracciato o si è solo adoperato ad ostacolare con ogni mezzo ed in ogni luogo l’ iter del progetto attuale.

        DANIELE 8 anni ago Reply


        • La prima valutazione da fare è se l’elettrodotto serve alla collettività o viene costruito per qualche altro fine. Questo lo si può fare con un progetto presentato alla luce del sole con un serio iter di valutazione di impatto ambientale e non con progetti fatti passare sotto silenzio, poi modificati con varianti, che varianti non sono.
          Vi sono anche soluzioni meno impattanti ma forse più costose. In ogni caso se ricorda le premesse del mio articolo, che mi avevano poi spinto a dare spazio al comitato, erano legate ad un concetto di salvaguardia del territorio come potenziale fonte di reddito. Non crede che anche chi ha investito in strutture ricettive e lavora in risotranti, alberghi e strutture agrituristiche, “vendendo” le bellezze non solo architettoniche ma anche ambientali di questo angolo di Toscana abbia il diritto di difendere il paesaggio e quindi una potenziale fonte di profitto? Oltre all’aspetto economico ci sarebbe anche un principio di salvaguardia delle zone paesaggistiche più belle, ma ammetto che su questo aspetto possano esistere diverse sensibilità.

          Fulvio 8 anni ago Reply


          • Buon giorno, mi riferisco a …. Vi sono anche soluzioni meno impattanti ma forse più costose …. Potrebbe dettagliare meglio queso argomento? Sono state proposte a Terna ?
            Alcuni anni fà avevo un direttore che era solito dire, se sul lavoro incontri dei problemi, vieni da me che ne parliamo, però porta con te anche minimo due soluzioni per risorverli.
            Una volta individuato il progetto più valido si può lottare per far accettare l’ aggravio di costi.

            DANIELE 8 anni ago


          • Ad esempio utilizzare le direttrici esistenti e procedere all’interramento dove vi sia interferenza con le aree antropizzate. I progetti presentati fino ad oggi sono in palese contrasto con le normative di tutela paesaggistica sia di numerosi comuni che con il piano provinciale. Se le leggi si fanno si rispettano; altrimenti sorge i dubbio, purtroppo quasi una certezza, che in Italia vi sono soggetti “più uguali” degli altri che si possono permettere di fare quello che vogliono fregandosene degli altri.

            Fulvio 8 anni ago


          • Quindi alternative ci sono, sebbene non mi sembra che se ne parli nel sito Alta Tensione, mi riferisco all’ interramento dei cavi, se più costose, vuol dire che ci vorrà più tempo per ammortizzare la spesa.
            Ma è stato proposto a Terna ? Possono i comuni permettere il passaggio dei cavi, ma imporre l’ interramento ?

            DANIELE 8 anni ago


          • Temo che i Comuni possano imporre ben poco. Possono fare una battaglia civile per tutelare le zone di maggior pregio paesaggistico, creando un movimento di opinione e cercando di mettere in difficoltà questi colossi che forniscono servizi ed i politici che a livello nazionale (e non solo) li appoggiano, nella speranza di poter arrivare ad una soluzione che non sia devastante per le popolazioni residenti.

            Fulvio 8 anni ago


  • Buon giorno.
    Io non so se il nuovo elettrodotto sia necessario o meno, però l’ argomento si presta a queste considerazioni:
    – I tralicci deturpano il territorio.
    – I pannelli solari occupano dei terreni che potrebbero essere destinati a rimboschimenti o all’ agricoltura.
    – I generatori eolici in secchieta sciupano il panorama e disturbano gli uccelli.
    – Le centrali termoelettriche inquinano.
    – Le centrali idriche devastano i fiumi e danneggiano i pesci.
    – Le centrali geotermiche emanano cattivo odore.
    Per non parlare del nucleare, fusione ecc.

    Risultato, in Italia per non ripiombare nel medio evo, compriamo l’ energia elettrica all’ estero dove è tranquillamente prodotta con i metodi sopra descritti e la paghiamo carissima.

    DANIELE 8 anni ago Reply


    • La ringrazio per il suo intervento che induce senz’altro a delle riflessioni. Come giustamente lei fa notare l’energia va prodotta, magari limitando al massimo i danni ambientali, cosa rara nel nostro Paese. In questo caso però non si tratta di produrre energia elettrica, bensì di realizzare delle “autostrade” per il trasporto dell’energia che si scontrano con la lenta ma prograssiva diminuzione del fabbisogno energetico a seguito della diffusione degli impianti che si basano su fonti alternative e rinnovabili. Il rischio è che l’attraversamento del territorio nazionale da sud verso nord con questi giganteschi tralicci, che hanno una ricaduta economica ed ambientale devastante sui territori interessati, non sia collegata a reali problemi di distribuzione interna nel Paese, bensì alla volontà di creare un vettore per il “trasporto” di energia dall’oriente verso il Nord Europa. Questo con dubbi benefici per i cittadini italiani, ma con sicuri introiti per i soliti “fortunati”.

      Fulvio 8 anni ago Reply


      • Purtroppo non conoscendo tutti i retroscena che ci sono dietro al progetto del nuovo elettrodotto ho cercato di fare un discorso più generale per far notare che molto spesso le pur indispensabili associazioni di ambientalisti, le autorità locali ecc. si limitano solo ad ostacolare ogni progetto di ammodernamento delle infrastrutture del ns. paese, vedi TAV in Val di Susa, mentre, una volta appurato che il progetto serve dovrebbero collaborare costruttivamente con chi di dovere per trovare una soluzione meno impattante possibile, con le barricate, con il muro contro muro non si risolve niente.

        DANIELE 8 anni ago Reply


        • Caro Daniele, la posso assicurare che il progetto non serve al paese (figuriamoci alla Toscana) perché in Italia c’è una sovrabbondanza di energia. Basta pensare che la centrale Santa Barbara è spenta 9 mesi su 12 (all’ammissione del sindaco Ferri all’assemblea di Moncioni). Non c’è rischio blackout, come ENEL ripete ogni estate. Allora a che serve? Serve a Terna di far passare energia elettrica da nord Africa a nord Europa, come spiegato dall’ad Cattaneo in un’intervista a settembre. Quindi se si fa, si interra, o si passa lungo l’A1 o – meglio ancora – non lo si fa! Ma sicuramente non si passa in zone di pregio ambientale dove il settore principale è il turismo (vedi Cameron)

          Bob 8 anni ago Reply


          • Non ni risulta che da noi ci sia sovrabbondanza di energia, visto che molta viene dall’ estero e soprattutto quella che produciamo viene prodotta con sistemi antiquati e/o controproducenti e la centrale Santa Barbara ne è l’ esempio, doveva essere una centrale a carbone, ma nessuno la voleva, poi venne la “brillante idea” di farla a metano per mettere tutti daccordo, compresi gli ambientalisti, e poi viene tenuta spenta perchè non è un metodo economicamente conveniente.

            DANIELE 8 anni ago


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