Quell’ottima dozzina

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Quella terra che “al tramonto prende il colore del cielo”. Federico Fazzuoli inizia la sua prefazione al libro “Quell’ottima dozzina” citando Leonardo da Vinci. Una frase poetica ma che ben si presta a descrivere le peculiarità di un territo, la sua bellezza, la sua storia e le sue tradizioni.
In questo terrtorio troviamo uno dei prodotti più conosciuti del Valdarno: il fagiolo zolfino.
Il libro, edito da Settore8 editoria, nasce dalla volontà della famiglia Giovannozzi di non disperdere la memoria di Luigi, per tutti “Gigi”, che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia ed alla promozione della sua terra. E’ grazie a lui se il fagiolo zolfino è divenuto il primo presidio mondiale di Slow Food.
In un pianeta sempre più affollato ed inquinato sono numerose le specie viventi, sia animali che vegatali, che non ce la fanno e si estinguono. Anche il fagiolo zolfino ha rischiato di scomparire per sempre. Ed grazie a persone come Luigi Giovannozzi se la specie si è salvata e se il Valdarno non ha perso un pezzo della sua storia.
In una breve ma efficace prefazione del volume, che raccoglie ricette tradizionali e di nuova concezione dedicate allo “zolfino”, Federico Fazzuoli ripercorre la propria giovinezza trascorsa con Giovannozzi tra la Penna e Loro: “… sono tornato -racconta Fazzuoli- e l’ho trovato impegnato a difendere questa terra… la sua essenza, il lavoro e la cura di tanti nel corso dei secoli. Si è impegnato per salvare il ricordo di mestieri, di saperi e di sentimenti. Ha cercato, da pioniere, di portare nel futuro queste radici.”
Ed il giornalista spiega che si deve a Giovannozzi se il fagiolo zolfino, un prodotto povero della cucina valdarnese, è diventato un simbolo per la salvaguardia della biodiversità.
Anche il sindaco di Terranuova Mauro Amerighi ha enfatizzato la valenza sociale del lavoro scolto da Giovannozzi: “Luci, colori, immagini del Valdarno che Gigi ha custodito con il suo lavoro ed il suo impegno civile.”
Le ricette sono state elaborate con la collaborazione di Massimo Tinacci del ristorante Pin Rose  ed accompagnate da fotografie realizzate da Nedo Baglioni.
Nel volume, con testi in italiano ed inglese, viene presentata anche una breve storia del fagiolo zolfino che aiuti anche i profani a conoscere le caratteristiche di questo prelibato prodotto coltivato nelle colline in riva destra dell’Arno.
 Da anni l’Associazione fagiolo zolfino Pratomagno, l’Associazione Agricoltori Custodi e varie istituzioni pubbliche si battono per la tutela e la valorizzazione del tipico fagiolo del Valdarno. Il prossimo ambizioso traguardo sarà quello del riconoscimento della DOP. Sarebbe questo un ulteriore passo per promuovere il prodotto ed il suo territorio.
Il libro è stato fortemente voluto dall’Associazione terre dello zolfino e si avvale del patrocinio della Provincia di Arezzo, del Comune di Terranuova, dell’Unione Comuni del Pratomagno e della Strada del Vino Terre di Arezzo, della Camera di Commercio di Arezzo e del contributo della Banca di credito cooperativo del Valdarno, nella persona del suo presidente Gianfranco Donato che ha fortemente creduto nel progetto.
Sabato 15 dicembre alle 17 presso la sala consiliare  di Terranuova presentazione del libro con interventi di Mauro Amerighi, sindaco di Terranuova, Roberto Vasai, Presidente Provincia di Arezzo, Sergio Chienni, assessore alle attività produttive e promozione del territorio, Federico Fazzuoli, giornalista, Concetta Vazzana, Università di Firenze, Marco del Pistoia, Slow Food Toscana e Maurizio Baldi, Settore8 editoria.
La serata si concluderà con una degustazione gratuita presso l’azienda agricola Lo Zolfino in località Penna. Per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione al numero 055 9738838

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