Terre di scavo: i timori erano fondati

Ex miniera S. Barbara

Scorcio della ex area mineraria di S. Barbara

In tempi non sospetti, era il settembre del 2012, sollevammo qualche perplessità sul fatto che l’allora Ministro all’Ambiente, con un colpo di penna o meglio di bacchetta magica, avesse trasformato quasi tre milioni di tonnellate di terre di scavo del tunnel fiorentino dell’alta velocità da rifiuti speciali in sottoprodotti che potevano essere smaltiti in modo molto più semplice. Guarda caso quella montagna di terra, mista a prodotti chimici utilizzati durante le fasi di scavo, doveva arrivare tutta in Valdarno, nella ex area mineraria di S. Barbara per farci un bel parco “naturale”, così lo avevano chiamato. Cosa avesse poi di naturale non è dato a sapere.
Poi arrivò l’inchiesta della magistratura, il sequestro dei cantieri, gli avvisi di garanzia… e lo stop ai lavori della TAV. Adesso le indagini sono state concluse e le ipotesi emerse dall’inchiesta della procura di Firenze gettano una luce sinistra sulla lavori per la realizzazione dell’attraversamento sotterraneo di Firenze, sui controlli non effettuati, sui livelli di corruzione che sembrano essere arrivati ai palazzi romani della politica e sulla gestione delle terre di scavo. Proprio su questo ultimo tema si dovrebbe concentrare l’attenzione dei politici valdarnesi visto che quelle tre milioni di tonnellate di “non-rifiuti” dovevano arrivare in Valdarno.
Ora si da il caso che nel corso dell’inchiesta i magistrati si siano convinti che diversi personaggi coinvolti nella vicenda abbiano avuto un atteggiamento a dir poco imbarazzante nei confronti di temi quali la sicurezza e la tutela dell’ambiente.
Sembrano essere state accertate pressioni per sbloccare il piano di utilizzo delle terre di scavo presso la commissione ministeriale di valutazione d’impatto ambientale. Quelle terre che dovevano arrivare e che potrebbero ancora arrivare in Valdarno.
Ma quelle terre potevano contenere inquinanti? Questa domanda non era pertinente, anche perché poteva interferire con una consistente mole d’interessi economici.
D’altro canto non sarà un caso se in Francia un chilometro dell’alta velocità costa circa dieci milioni di euro, mentre in Italia costa sei volte tanto.
Ora l’assessore regionale Ceccarelli va dicendo che agli inizi del 2015 riprenderanno i lavori per la tav fiorentina. E le terre di scavo? Saranno considerate “rifiuti speciali” o semplice terriccio per farci i parchi naturali?
Un po’ di quelle terre, all’inizio dei lavori della TAV, finirono in Mugello in una frazione del comune di Scarperia, area di alto valore paesaggistico che è stata invasa da fanghi frammisti a bentonite.
L’area è stata posta sotto sequestro nel 2013 ed a vedere le immagini non sembra proprio un parco naturale.

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1 Comment

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  • La gente fa oppure no e passa, come pure i primi cittadini!
    Sono rimasto allibito alla prima richiesta di terre Tav da parte del precedente Sindaco di Cavriglia, che ne aveva necessità per fare tre colline in paese ed abbellirlo!
    Ho sentito parlare tanto e tanti di queste terre ma nessuno affidabile dire prendete e state certi che non correte rischi, invece voci sospette di sottofondo ci davano a bere che erano terre perfette, un humus ottimo per farvi l’orto e piantarci le verdure per uso di casa(sic)
    Ora mi domando ma questi sciagurati si rendono conto? Sanno almeno quanta Bentonite ed altro sono mischiati alla terra?E noi ci vogliamo portare a casa questa porcheria, per il ritiro della quale guarda caso la Regione era disposta a pagare bei soldoni!
    Spero solo che il nuovo Sindaco, persona civile e sensibile abbia a cuore questa scelta e faccia di tutto perche’ tali terre non arrivino mai a formare un parco divertimenti per bambini, per poi doverli curare dal cancro o altri malanni!
    A proposito del Mugello, ha mille ragioni, sono andato di persona dove hanno scaricato e tutto sembra fuorchè un parco naturale, piuttosto un luogo dove aleggia il senso della morte!

    gino zegna 5 anni ago Reply


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