La Grande Guerra… 100 anni dopo

Monte Grappa

Studenti di Montevarchi su Cima Monte Grappa

Nel centesimo anniversario dell’inizio della Grande Guerra l’Istituto del Nastro Azzurro di Arezzo, con l’assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Montevarchi l’Istituto comprensivo Petrarca e Magiotti di Montevarchi hanno organizzato un viaggio d’istruzione per i ragazzi delle scuole medie per scoprire e conoscere i luoghi della Grande Guerra. Il Monte Grappa con il grande sacrario che ospita i resti di migliaia di soldati italiani ed austriaci, le imponenti strutture militari, il sacrario di Asiago, le strutture difensive sull’altopiano dei sette comuni, ricordato anche dal grande scrittore Emilio Lusso. Sono queste alcune delle tappe del viaggio di una sessantina di studenti accompagnati dagli insegnanti, dall’assessore Giovanni Rossi e dal presidente dell’Istituto del nastro Azzurro Stefano Mangiavacchi.

Grazie ad esperte ed obbiettive guide i ragazzi e le ragazze della scuola media hanno potuto vedere con i loro occhi ciò che, forse in modo un po’ astratto, si legge sui libri di scuola.

Visita guidata sul Monte Grappa

Visita guidata sul Monte Grappa

Al sacrario di Asiago i ragazzi hanno avuto l’opportunità di assistere alla cerimonia di gemellaggio fra l’Istituto del Nastro Azzurro e la Croce Nera d’Austria. Entrambe le associazioni hanno il compito di tenere viva la memoria dei caduti ma nel segno della “fratellanza e della riconciliazione”.

Non è un caso quindi che il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern abbia affermato, quasi fosse un monito, che “la Grande Guerra non generò un mondo migliore”. Seguito dalle parole del Vice presidente della Croce Nera austriaca che ha sottolineato come “i nemici di ieri si siano ritrovati oggi come amici”.

Asiago a 100 anni dalla Grande Guerra

Le scuole di Montevarchi al sacrario di Asiago

Certo tutti i problemi non sono risolti, ma in Europa un primo passo verso la fratellanza tra i popoli è stato fatto. Un concetto ribadito con forza anche dal generale Carlo Maria Magnani: “nemici ieri, amici oggi” affinché quello che è accaduto un secolo fa non accada più.

 

 

 

 

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