Fulvio Bernacchioni' Post

Applausi fiorentini

[slideshow id=5]

Esibirsi in Piazza Signoria a Firenze, uno dei luoghi più famosi al mondo, non è cosa facile. Il pubblico è variegato, saremmo portati a dire cosmopolita. Non si più mai sapere come poter conciliare i gusti musicali di persone con tradizioni e culture diverse.

La banda “Giacomo Puccini” di Montevarchi c’è riuscita. Per la prima volta, nel corso della sua lunga storia, il corpo musicale montevarchino si è esibito nel luogo simbolo della città di Firenze, ottenendo un successo fuori dell’ordinario.

Un successo che premia la tenacia e la dedizione di musicanti, majorettes e ballerine del Centro studi danza Caroline che, nell’occasione, si sono esibite in alcune applaudite performance sotto la direzione del coreografo e ballerino Andrea Maddii.

Non un semplice concerto per banda, ma un vero e proprio spettacolo svoltosi sotto


Sulla strada con il Capitano Ultimo

[nggallery id=4]

“Combattiamo insieme ai minori delle case famiglia ed alle persone abbandonate per costruire una società migliore, fatta di amicizia e di legalità.

Facciamo il pane cotto a legna con il lievito madre, lavoriamo il pellame con le mani e lo trasformiamo in borse, prendiamo il legno e facciamo i mobili… Storie
dell’artigianato e dell’arte italiana che ci fanno sopravvivere  con dignità e senza paura.

La nostra è un’azione sociale che portiamo sulla strada stretti alla croce dei poveri, lontano dai salotti dei professori, perché la strada è la nostra casa fatta di
sogni dove non vogliamo droga, indifferenza o violenza.”

Questa parole dell’associazione volontari “Capitano Ultimo” bastano da sole a dare un senso alla bella serata recentemente organizzata da questa associazione e dalla
Delfo Sub di Montevarchi.

Se poi aggiungiamo il concerto dei


Giorno della Memoria: in ricordo di 11 milioni di vittime

 Dall’interno del salone del museo del Cassero un bozzetto dello scultore Timo Bortolotti fa bella mostra su piazza Vittorio Veneto. Il titolo dell’opera è “Prigioniero Politico”; un bozzetto del 1947 plasmato in occasione di un concorso per la realizzazione di un’opera in memoria di tutti coloro che hanno perso le vita a causa delle convinzioni politiche, religiose o per l’appartenenza ad un determinato gruppo etnico. Nella targhetta lo stemma del Comune di Montevarchi e la scritta: “Giornata della Memoria”.

Domenica alla base dell’opera una candela emetteva una luce fioca e faceva salire esili spirali di fumo verso l’alto. Il vicesindaco Elisa Bertini, nel corso di una toccante cerimonia svoltasi all’interno del museo, ha sottolineato che l’esposizione dell’opera in pubblico vuole essere testimonianza di un impegno civile per non


Quell’ottima dozzina

[nggallery id=3]

Quella terra che “al tramonto prende il colore del cielo”. Federico Fazzuoli inizia la sua prefazione al libro “Quell’ottima dozzina” citando Leonardo da Vinci. Una frase poetica ma che ben si presta a descrivere le peculiarità di un territo, la sua bellezza, la sua storia e le sue tradizioni.
In questo terrtorio troviamo uno dei prodotti più conosciuti del Valdarno: il fagiolo zolfino.
Il libro, edito da Settore8 editoria, nasce dalla volontà della famiglia Giovannozzi di non disperdere la memoria di Luigi, per tutti “Gigi”, che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia ed alla promozione della sua terra. E’ grazie a lui se il fagiolo zolfino è divenuto il primo presidio mondiale di Slow Food.
In un pianeta sempre più affollato ed inquinato sono numerose le specie viventi,


Giornalisti? In galera!

Se la democrazia di un Paese si misura dalla libertà di stampa siamo messi male. In verità mi ero riproposto di non entrare sull’argomento al fine di evitare accuse di partigianeria. Purtroppo davanti ad una attacco scientifico e mirato alla libertà d’informazione da parte di una classe politica che sta occupando sì gli scranni più alti del Parlamento, ma anche molte pagine delle cronache giudiziarie non è possibile tacere oltre.
In quale Paese veramente democratico si dovrebbe discutere attorno ad una legge che assomiglia più  ad una gogna per chi fa informazione che ad una proposta normativa? Con l’obbligo di rettifica su semplice richiesta dell’interessato si corre seriamente il rischio di dover rettificare notizie vere inserendo delle falsità per non dover incorrere nella sanzione pecuniaria, insostenibile per i più, o


2,8 milioni di tonnellate di non-rifiuti

Ex miniera S. Barbara

Scorcio della ex area mineraria di S. Barbara

Così con un colpo di penna 2,8 milioni di tonnellate di terre di scavo del tunnel dell’alta velocità che dovrà attraversare il sottosuolo di Firenze non sono più rifiuti speciali. Ammettiamolo il Ministro all’Ambiente Corrado Clini non ha una penna ma una bacchetta magica che con un tocco trasforma quasi tre milioni di tonnellate di materiale estratto dal sottosuolo fiorentino per realizzare una galleria di sette chilometri in “sottoprodotti”. Non si tratta solo di un gioco di parole ma di un business per coloro che non dovranno più smaltire “rifiuti speciali”, con costi di non secondaria importanza, ma semplici sottoprodotti che verranno portati, guarda caso,


Quei semi d’uva di 2000 anni fa

 

I semi di uva recuperati nel sito etrusco-romano di Cetamura del Chianti

 

Il villaggio etrusco-romano di Cetamura in Chianti, situato nei boschi di Badia a Coltibuono e scoperto dal ricercatore sangiovannese Alvaro Tracchi nel 1964, continua a riservare grosse sorprese.

Scavi condotti grazie alla disponibilità della famiglia Stucchi-Prinetti, proprietaria della vasta tenuta adagiata nell’alto Chianti in posizione dominante sulla valle dell’Arno.

Il recente ritrovamento di semi d’uva all’interno di un pozzo a 30 metri di profondità potrebbe portare a nuove scoperte che riguardano la viticultura e la storia del paesaggio nell’area del Chianti, secondo  Nancy de Grummond, della Florida State University, direttrice  degli scavi archeologici condotti sotto  la supervisione degli ispettori Silvia Goggioli e Giovanni


Tralicci, tralicci ed ancora tralicci

Come potrebbe cambiare il paesaggio

Spesso si sente parlare di bellezze del territorio valdarnese come possibile risorsa economica. Un argomento semplice e di facile presa sull’immaginario collettivo. Ma dopo le dichiarazioni di principio servono i fatti. Se si dice che i giacimenti culturali e le bellezze paesaggistiche possono costituire, se ben gestite, un volano economico occorre che le azioni politiche siano congrue con queste dichiarazioni di principio. Troppo spesso abbiamo visto buone prediche seguite da azioni di segno opposto: dai siti archeologici cancellati dalla carta geografica ai mancati o inadeguati ripristini delle aree di cava, solo per fare qualche esempio. Adesso si presenta un altro banco di prova: il caso elettrodotto Cavriglia-Monte San


Schizzi di penna per riflettere

Prendete uno spirito toscano, una buona mano per la grafica e la giusta verve polemica, quanto basta per far riflettere. Avete gli ingredienti perfetti per poter affrontare la lettura di “Scusate le spalle”, libro di Fabrizio Ceccantini che come dice l’autore “non è un libro”, bensì una raccolta di vignette una raccolta di vignette a sfondo social-umoristico che spaziano su temi di stringente attualità; riflessioni che nascono da episodi percepiti nel mondo reale e che l’autore ha trasformato in “strisce satiriche” con obbiettivo spirito critico, mantenendo un equilibrio di fondo ma con il dichiarato intento di far riflettere il lettore.
“Scusate le spalle” è un titolo provocatorio “… perché oggi -afferma Ceccantini nell’introduzione del volume- nessuno ci mette


VALDARNO, LUGLIO 1944

La copertina del libro di Antonio Losi

 Per non dimenticare il sacrificio di tante vittime innocenti. E’ questo lo spirito che ha animato Antonio Losi, appassionato e scrupoloso ricercatore al suo esordio come scrittore.E’ la prima volta che un ricercatore storico racconta in maniera così dettagliata le concitate vicende dei mesi di giugno e luglio 1944: dalla liberazione di Arezzo fino all’arrivo degli Alleati in Valdarno. I reparti tedeschi che operarono in Valdarno per rallentare l’avanzata anglo-americana, le rappresaglie, la battaglia di Ricasoli. La storia dei battaglioni inglesi e canadesi che per primi liberarono i centri valdarnesi. Un approfondimento sulle vittime civili ed una ricostruzione sulle circostanze che causarono così