Posts in Category: storia

1915-1918. La Grande Guerra in Valdarno

Ricordi della Grande Guerra

Valdarnesi nel conflitto 1915-1918

E’ iniziata la ricerca di materiali che riguarda la storia vissuta dai nostri nonni: coloro che sono stati coinvolti nel primo conflitto mondiale.

Un secolo fa un’intera generazione fu sacrificata in quello che sarebbe poi stato definito il primo conflitto globale. Nel 1914, dopo l’attentato all’erede al trono dell’impero austroungarico Francesco Ferdinando, l’Austria presentò un ultimatum alla Serbia. La mancata accettazione di questo diede formalmente inizio alla Grande Guerra. Una guerra alla quale le grandi potenze europee dell’epoca si preparavano da tempo con una vorticosa corsa agli armamenti. Un conflitto che, nella testa dei cosiddetti “strateghi militari”, doveva avere le caratteristiche di una guerra lampo ma che, nella realtà, si trasformò in una


Ricasoli, storia di un castello e di una comunità

Ricasoli

Copertina del libro. S8 Editoria 2013

Immaginate un feudatario potente che dal suo castello firma atti di donazione a favore del
nascente monastero vallombrosano di Coltibuono. Aggiungetevi una crisi mistica del suddetto che, ormai avanti con gli anni, lo porterà ad abbandonare un vita di lussi e di potere per intraprendere un’esistenza eremitica fatta di silenzio e di meditazione.

Fate un salto indietro nel tempo e provate a pensare cosa deve aver provato la gente di Ricasoli
quando rischiò la deportazione di massa ad opera dei rappresentanti della Repubblica fiorentina.

Mettetevi sulle tracce di una chiesa scomparsa nei secoli scorsi e ricostruita fin nei minimi particolari grazie ad


Giorno della Memoria: in ricordo di 11 milioni di vittime

 Dall’interno del salone del museo del Cassero un bozzetto dello scultore Timo Bortolotti fa bella mostra su piazza Vittorio Veneto. Il titolo dell’opera è “Prigioniero Politico”; un bozzetto del 1947 plasmato in occasione di un concorso per la realizzazione di un’opera in memoria di tutti coloro che hanno perso le vita a causa delle convinzioni politiche, religiose o per l’appartenenza ad un determinato gruppo etnico. Nella targhetta lo stemma del Comune di Montevarchi e la scritta: “Giornata della Memoria”.

Domenica alla base dell’opera una candela emetteva una luce fioca e faceva salire esili spirali di fumo verso l’alto. Il vicesindaco Elisa Bertini, nel corso di una toccante cerimonia svoltasi all’interno del museo, ha sottolineato che l’esposizione dell’opera in pubblico vuole essere testimonianza di un impegno civile per non


Quei semi d’uva di 2000 anni fa

 

I semi di uva recuperati nel sito etrusco-romano di Cetamura del Chianti

 

Il villaggio etrusco-romano di Cetamura in Chianti, situato nei boschi di Badia a Coltibuono e scoperto dal ricercatore sangiovannese Alvaro Tracchi nel 1964, continua a riservare grosse sorprese.

Scavi condotti grazie alla disponibilità della famiglia Stucchi-Prinetti, proprietaria della vasta tenuta adagiata nell’alto Chianti in posizione dominante sulla valle dell’Arno.

Il recente ritrovamento di semi d’uva all’interno di un pozzo a 30 metri di profondità potrebbe portare a nuove scoperte che riguardano la viticultura e la storia del paesaggio nell’area del Chianti, secondo  Nancy de Grummond, della Florida State University, direttrice  degli scavi archeologici condotti sotto  la supervisione degli ispettori Silvia Goggioli e Giovanni


VALDARNO, LUGLIO 1944

La copertina del libro di Antonio Losi

 Per non dimenticare il sacrificio di tante vittime innocenti. E’ questo lo spirito che ha animato Antonio Losi, appassionato e scrupoloso ricercatore al suo esordio come scrittore.E’ la prima volta che un ricercatore storico racconta in maniera così dettagliata le concitate vicende dei mesi di giugno e luglio 1944: dalla liberazione di Arezzo fino all’arrivo degli Alleati in Valdarno. I reparti tedeschi che operarono in Valdarno per rallentare l’avanzata anglo-americana, le rappresaglie, la battaglia di Ricasoli. La storia dei battaglioni inglesi e canadesi che per primi liberarono i centri valdarnesi. Un approfondimento sulle vittime civili ed una ricostruzione sulle circostanze che causarono così


Dal gioco d’azzardo al… gioco patologico e legalizzato

“La libertà dei Giuochi, che abbiamo veduta, con sommo nostro rincrescimento, estendersi oltre i confini di un’onesto trattenimento nei pubblici luoghi… con troppo fomento all’ozio, e alla dissipazione, con la perdita delle sostanze, e non di rado con la rovina delle innocenti famiglie, ha eccitato le Nostre premure, onde preservare dal corrompimento… la pubblica morale…”

Correva l’anno 1803 quando i banditori diffusero nelle piazze del Valdarno un editto di Maria Luisa, regina reggente d’Etruria, con il quale, viste le premesse, si proibivano giochi “con uso di carte e dadi in qualunque luogo pubblico“.

Un estremo tentativo di mettere un freno alle attività che inducevano all’ozio, alla dissipazione ed alla rovina di intere famiglie. Un tentativo di contrastare un fenomeno, quello


La prima ZTL? Risale al 1500

Antico tracciato delle mura del borgo di Montevarchi

Spesso avversate nel nome del transito veicolare sempre ed ovunque le zone a traffico limitato, altrimenti note come ZTL, sono uno dei principali temi di discussione, quando si parla di mobilità, del terzo millennio. Tuttavia l’istituzione delle limitazioni al passaggio di mezzi ed animali all’interno dei borghi murati ha origini molto antiche. A Montevarchi, ad esempio, i divieti di transito a certe categorie di utenti sono rintracciabili negli antichi statuti della comunità. In poche parole la prima ZTL, con buona pace di chi non vede di buon occhio le zone a traffico limitato, risale al 1500.
Già nel XIII secolo la piazza di Montevarchi era nota come luogo


Sparate ai montevarchini!

Castel San Giovanni

Non preoccupatevi! Il recente derby di calcio non c’entra niente. La storia è molto più antica e pur nell’emergenza del flagello della peste di manzoniana memoria forse la vicenda non è immune da certe rivalità campanilistiche che sembrano essere state una costante nella storia delle due città.

Castel San Giovanni, A.D. 7 ottobre 1607
“…è permesso dallo statuto di questo Castel San Giovanni che ogni famiglia possa tenere un porco per ingrassare nel Castello et questo anno ce ne sono una quantità grandissima. Et perché ci pare che ne facino cattivo sito o puzzo et che la qualità de’ tempi non vada molto secondo la stagione scoprendosi qui all’intorno assai ammalati più del solito, preghiamo le Signorie


La Valdambra nel Medioevo

La presentazione del volume

“Mi sento fieramente toscano, perché la Toscana è sensibile nei confronti delle iniziative che mirano a trasmettere la conoscenza alla popolazione.”
Così Paolo Pirillo, curatore della collana Toscana Medievale, ha introdotto il tema degli investimenti sulle tematiche culturali in occasione della presentazione del libro curato da Lorenzo Tanzini “La Valdambra nel Medioevo”.
La coinvolgente presentazione di Allen J. Grieco ha aperto nuove prospettive e spunti di riflessione sulla storia della Valdambra, sempre seguendo le tracce dei relatori della giornata di studi svoltasi lo scorso febbraio nell’austero complesso dell’abbazia di San Pietro a Ruoti.
Il volume raccoglie gli atti di questo convengo e presenta in modo ben organizzato i contributi


Della virtù delle donne e del meretricio

Particolare di un dipinto su ceramica di Marco Cipolli

Tratto da “Storie e Leggende nella valle dell’Arno”

I casi di Bucine, Montevarchi e Figline Valdarno.
“Per quindici anni il peccatore si imporrà due quaresime ogni anno e continuerà in un modo o in un altro a fare penitenza per tutta la vita”. Questa la pesante pena prevista, già nell’XI° secolo, dalla legislazione canonica  per chi commetteva peccato di adulterio.<…>
Dai pulpiti delle chiese i predicatori lanciavano invettive, evocavano le fiamme dell’inferno e tuonavano contro la degenerazione dei costumi e contro i peccati della “carne”. <…>
Per quanto gravi potessero essere “dipinti” i peccati di lussuria da parte del mondo ecclesiastico e per quanto le