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La mafia oltre i “100 passi”

Impastato LocandinaIl giornalismo d’inchiesta, la politica e… la mafia dove non te lo aspetti

Il 9 maggio 1978 in via Caetani a Roma veniva ritrovato il cadavere del presidente della DC Aldo Moro. La notizia catturò, com’era ovvio, giornali e TV. Davanti al brutale omicidio commesso dalle Brigate Rosse l’opinione pubblica apprese, quasi distrattamente, che lo stesso giorno a Cinisi, in Sicilia, era stato ritrovato il corpo straziato di un giovane giornalista che da tempo denunciava le malversazioni dei poteri politico-mafiosi: Peppino Impastato.

Anche lui, come Aldo Moro, aveva pagato il suo impegno per cambiare la società, per rompere quel velo di omertà che permette ai poteri criminali di crescere e prosperare ai danni dei cittadini onesti.

La figura di Peppino


Terre di scavo: i timori erano fondati

Ex miniera S. Barbara

Scorcio della ex area mineraria di S. Barbara

In tempi non sospetti, era il settembre del 2012, sollevammo qualche perplessità sul fatto che l’allora Ministro all’Ambiente, con un colpo di penna o meglio di bacchetta magica, avesse trasformato quasi tre milioni di tonnellate di terre di scavo del tunnel fiorentino dell’alta velocità da rifiuti speciali in sottoprodotti che potevano essere smaltiti in modo molto più semplice. Guarda caso quella montagna di terra, mista a prodotti chimici utilizzati durante le fasi di scavo, doveva arrivare tutta in Valdarno, nella ex area mineraria di S. Barbara per farci un bel parco “naturale”, così lo avevano chiamato. Cosa avesse poi di naturale non è dato a sapere.